liberamente tratto dalla mia esistenza

Eccomi

Utente: marklno
Nome: marklno

lasciata la vita da noioso studente di economia a berlino e noioso stagista a francoforte, si riscopre divertente studente di economia a berlino e inizia a descriversi usando solo aggettivi positivi sperando che ció lo aiuti a trovare lavoro.


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mercoledì, 19 dicembre 2007
Strani Incontri in Tournée

Oggi la mia tournée della disoccupazione mi ha portato di nuovo a Francoforte.
Ormai sono disperato e cerco lavoro pure qui.

Camminando per strada, mentre congelavo in direzione del mio albergo, ecco che traballante dalla scala della metropolitana accanto a me spunta il coinquilino Ben.

Io: "Hey! Come va?!"
Lui: "..."
Io: "Sono Marklno, coinquilino!"
Lui: "hey ciao... MALE VA MALE VA PROPRIO MALE SONO UN UOMO FINITO Hai 50 cents?"
Io: "Certo che li ho. Uhm... che succ-
Lui: "Non ho un lavoro non ho piú un lavoro!"
Io: "Ma almeno una casa ce l'hai?"
Lui: "No sto al dormitorio dei senzatetto! SONO MORTO SONO FINITO! Hai 50 cents?"
Gli do il contenuto del mio portamonete.
Io: "Beh... che casino :( "
Lui: "Eh giá! Non dire niente a nessuno! Niente a nessuno!"
Io: "Tanto nn conosco nessuno che ti conosce..."
Lui sparisce. Poi ritorna.
Lui: "Guarda..."
E mi mostra una siringa.
Lui: "Sono un uomo morto, sono un uomo morto...szick!" e fa il gesto di tagliarsi la gola.
Sparisce.
Cazzo.
Aspetto 10 secondi, poi sparisco pure io.

Tre mesi fa era solo un ragazzo un po' depresso, rimasto single causa litigio e seguente suicidio della ragazza... Che storia pesante :(

Giá iniziava ad essere dissociato ad aprile, ma un po' perché sono abituato ad avere a che fare con i pazzi  (definizione in cui credo si possa includere ciascun membro della mia famiglia me incluso) non ci facevo molto caso. Invece questi schizzinosi dei tedeschi hanno sempre messo distanze, come a dire "ti scarico prima che tu raggiunga un livello tale per cui scaricarti mi causerebbe sensi di colpa".

Angoscia.

Postato da: marklno a 20:08 | link | commenti (1)
vita, appunti, storie, amici, considerazioni, serio

lunedì, 10 dicembre 2007
Applications con Deliri di Arroganza

Leggendo il mio blog é di sicuro interessante constatare come quando qualcosa va storto sia sempre colpa degli altri, e quando va bene sia sempre merito mio :D

Evidentemente sono un pazzo mitomane e arrogante.

Provo quindi a supporre che sia anche colpa mia se i banchieri mi hanno sempre accolto nei loro uffici in ritardo e regalandomi grandi sbadigli.
Magari é anche colpa mia se un attento intervistatore di una societá di consulenza, noto alle cronache della mia vita per le sue enormi occhiaie grigie e gonfie, dopo essersi presentato dicendo "il mio nome lo puó leggere sul biglietto da visita e lí c'é anche scritto chi sono e cosa faccio" si é poi quasi appisolato mentre gli raccontavo in piú di 10 parole chi sono e cosa ho fatto nella mia vita...
...
... No non puó essere colpa mia!
Non ce la faccio ad ammetterlo :D
Questa gente mi invita ai colloqui senza leggere il mio cv e perde interesse appena si trovano in mia presenza e scoprono chi sono veramente.
Oppure come nel caso di Mr. Occhiaia questi soffrono giá di burnout e sono ormai zombie... che paura!
Ma almeno ora so che la sindrome da burnout esiste e non é una cosa bella.

Nella prossima intervista a una banca porteró giocattoli e dolcetti per tenerli belli vispi!

Postato da: marklno a 10:06 | link | commenti
appunti, sfoghi, considerazioni

venerdì, 07 dicembre 2007
Rapporto Censis

Mi ha colpito molto oggi leggere del rapporto censis e di come una maggioranza di cittadini sia interte e intrappolata dai meccanismi della società e di come ciò porti l'Italia ad affrontare i propri problemi solo con soluzioni individuali (es. fuga all'estero) o di categoria (es. appropriamento di "tesoretti") e manchi una strategia collettiva. Proprio per impressionare, nel rapporto si usano termini ad hoc come "poltiglia di massa" e "mucillagine sociale".

Il motivo per cui queste cose mi colpiscono, è che ultimamente ragiono spesso sul fatto che le logiche sociali in Italia funzionino in modo buffo, ma secondo logiche che si ripropongono sempre uguali.
Secondo quanto le mie fosche pupille riescono a percepire, questo approccio "buffo" - ma in realtà tragico e tremendamente inefficiente - si presenta nelle tre organizzazioni più influenti del nostro paese: gli organi istituzionali, la chiesa, la criminalità organizzata.
Certo si tratta di entità assai diverse per origine, storia e ragione sociale, ma proprio per questo mi spaventa notare come il potere che ciascuna di esse detiene porti le tre a somigliarsi.
Tutte e tre queste entità sono in una posizione tale da poter contrastare se non addirittura censurare chi cerca di spargere informazioni "scottanti". Quando qualcosa di brutto accade entrano in vigore i due principi dell'omertà e del lavaggio di mani reciproco, e dopo qualche tempo la faccenda è dimenticata o prescritta.
D'altra parte, come disse Borsellino nella sua famigerata intervista (qui assieme ad altri filmati), se dei poteri occupano lo stesso territorio o lottano uno contro l'altro o si mettono d'accordo... Per farlo parleranno perlomeno la stessa lingua!

Tra questi tre poteri il più antipatico di tutti è la mafia, di cui si parla sempre troppo poco.
A questo proposito ci sono dei numeri nel rapporto censis che secondo me non hanno avuto adeguato risalto sui giornali - riporto qui un pezzetto (pagina 32 della sintesi).

...
Complessivamente 610 comuni delle quattro regioni meridionali (il 37,9% dei 1.608 comuni totali) hanno un indicatore manifesto della presenza di criminalità organizzata (clan mafioso o bene confiscato o scioglimento negli ultimi tre anni); tra questi, 195 presentano due indicatori e 11 tutti e tre.
...
Quando si passa a quantificare la popolazione che vive nei comuni in cui si registra almeno un indicatore della presenza di organizzazioni criminali che il dato sulla forza pervasiva della criminalità organizzata emerge in tutta la sua drammaticità: si tratta di 13 milioni circa di individui su di un totale di 16.874.969, vale a dire il 77,2% del totale della popolazione residente nelle quattro regioni a rischio e circa il 22% della popolazione italiana. Questo significa che la mafia si insedia soprattutto nei contesti abitativi di maggiori dimensioni, dove ci sono maggiori occasioni di fare affari e di influenzare il potere locale. Le province che hanno quasi la totalità degli abitanti che convivono con le organizzazioni criminali sono quelle di Napoli (95,0%), Agrigento (95,9%), Caltanisetta (95,2%), Trapani (91,0%) e Palermo (90,9%).
...

Postato da: marklno a 15:54 | link | commenti
politica, appunti, considerazioni, serio, sostanziosi

giovedì, 06 dicembre 2007
Sul Tè (o anche The, ma perché no Tea) *

In Italiano il Tè si chiama Tè.

Peró c'é il The Infré... é buono qui, é buono qui.
E il Lipton Ice Tea... fenomenale!

Evidentemente c'é da uscirne pazzi.. Ma la cosa figa é che in inglese si dice Tea, e in Cina, India, insomma nel resto del mondo dove il tè é una tradizione local e non una spezia importata, il Tè si chiama Chai e si legge "ciai".

Appena ho scoperto questa dura veritá, mi sono subito immaginato un esilarante dialogo tra un cinese incazzato e un inglese pronto a dire qualcosa tipo "Mr Livingstone, I presume!".
Mi immagino un armatore inglese entrare in un bar in Cina e chiedere
- May I have a pint of drought beer?
(posso avere una pinta di birra)

E il barista cinese rimane lí con gli occhi sbarrati e non capisce nulla. A quei tempi nessuno tranne gli inglesi sapeva l'inglese! E poi in cina hanno solo la terribile birra Tsingtao...
Allora il cinese, come tutti i cinesi farebbero in una simile circostanza, risponde:
-
(sí)

Visto che il cinese non si muove e l'inglese non capisce la risposta:
- Would you please like to bring me a beer?
-
(sí)
- ...
- ...
- I am extremely sorry to importune you once more with my reduntant requests. But please understand that I am thirsty and I would really appreciate if you would let me drink some beer...
(Sono estremamente desolato di importunarla di nuovo con le mie ripetitive pretese. Tuttavia la prego di comprendere che sono assetato e apprezzerei sinceramente se potesse concedermi di bere della birra...)
-
(sí)
- ...
- ...
- Ok, so I take my seat there and you will bring the beer to my table, maybe?
(Ok, allora mi accomodo e voi mi porterete una birra al tavolo, forse?)
-
(sí)

Dopo una lunga attesa attesa il cinese porta all'armatore un Tè, come fanno a prescindere in alcuni ristoranti dove il Tè é sempre in tavola a prescindere da ció che il cliente vuole.
Disperato, l'inglese beve il Tè giusto per scongiurare la propria morte per disidratazione.
Nel frattempo il cinese continua a blaterare parole incomprensibili, l'inglese non lo sa ma il cinese sta raccontando il menu del giorno.
L'inglese gradisce la bevanda e chiede
- May I interrupt you? This drink is excellent! I would really love to know what its name is.
(Posso interromperla? Questa bevanda é eccellente! Sarebbe fantastico sapere come si chiami.
- ...
- ... you ok?
-
(sí)
- ... I see
Finalmente l'inglese capisce quello che un italiano sa istintivamente, e inizia ad esprimersi con i gesti.
Dopo complicate contrattazioni, il cinese capisce di dover dire la parola magica
- 茶 !!!
(chai - tè)
- So what you are trying to tell me is that the name of this drink is "ciai" ?
- 茶
(chai)
- Tee?
(tchiii)
- 茶
(chai)
- Tea?
(tcheiii)
-
(sí)
- ...
- ... 是 ...
(... sí ...)
- ... My godness!
(... santo cielo!)

E cosí l'armatore inglese inizió a importare il Chai chiamandolo Tea, in virtú della sua pronuncia British. Probabilmente il suo nome é quello riportato sulle confezioni di tè della Lidl.

Avessero gli inglesi prima creato gli americani e poi questi ultimi avessero scoperto il tè, ora berremmo tutti del "chee".
Fossero stati i tedeschi berremmo ora tutti dello "tschäi". Per fortuna che loro non si sono mai allontanati molto dal mare del nord e dalla loro lega anseatica.
Poi ci sono i popoli fanatici della rimarchiatura. I francesi invece avrebbero probabilmente chiamato il tè "Marie Antoniette XII" per ragioni di orgoglio nazionale, e gli spagnoli avrebbero sicuramente trovato una di quelle loro parole che in italiano suonano cosí male, chessó,  "gonorreo".

Vista la nostra grandiosa storia di commercianti, ci sono ottime probabilitá che qualche italico si sia imbattuto nel "chai" prima degli inglesi. Strano che il tè si chiami cosí ... Magari da noi non ha mai avuto cosí tanto successo prima che gli inglesi lo trasformassero in una moda.

* Attenzione: questo post contiene ricostruzioni storiche effettuate con la tecnica "Riempire i buchi con la fantasia". Nulla di quanto é contenuto qui dentro pretende di avere un fondamento reale.

Postato da: marklno a 10:35 | link | commenti (2)
storie, considerazioni, faceto, post che mi piacciono

mercoledì, 05 dicembre 2007
Lo chiameremo Ottone, sarà Revisore

I revisori contabili di Germania hanno tutti nomi strani, e perciò sento di dover scrivere un post idiota in proposito.

Sebbene non trovi le società di revisione estremamente interessanti, nella mia furia applicatrice ho spedito anche applications a loro. Giusto perchè si contratta sempre meglio quando si hanno delle offerte già pronte.
Ho così collezionato una serie di colloqui e di biglietti da visita... e devo dire che in media i nomi dei miei intervistatori rispecchiano quella rappresentazione trasgressiva e libertina che mi sono fatto delle società di revisione.

Tra i tanti, il primo che ho conosciuto è stato un banale Philipp...
... poi anche un normale Nils ...
... poi le cose hanno iniziato a evolversi con un Achim...
... interessante è stato conoscere un Hubertus...
... poi è comparsa una lady di ferro di nome Sigrid...
... e, dulcis in fundo, Ansgar!

Ma che bei nomi!

Mancano solo Thor, Odino, Ottone I e i vari cavalieri dello zodiaco...

Forse col mio banale nome sfiguro :)

Forse sfiguro quando invece di rispondere "Piacere di conoscerla, io sono XY" mi scappa un "CHII !?!?!?"...

Postato da: marklno a 12:08 | link | commenti (2)
vita, considerazioni, faceto

domenica, 02 dicembre 2007
Panettone Day

Ieri era il primo di dicembre ed ero a cena con Divano, un geniale milanese che ho conosciuto negli scorsi mesi qui a Berlino.
Seduti in un ristorante indiano a mangiare il Pollo Tikka e a bere Litschi Lassi, abbiamo parlato per 3 ore del piú e del meno. Tra le varie cose é emerso che essendo finalmente dicembre, é finalmente quasi natale, ed é finalmente tempo di comprare un panettone.

Dopo il pollo siamo stati in un bar, poi in un altro ristorante, poi di nuovo nel bar di prima, poi in una festa, e poi alle 3 ero finalmente di nuovo a casa... E indovinate un po' cosa ho trovato appeso alla maniglia della mia porta? :D
Un panettone Bauli !!!

Carina, la educatissima coinquilina giapponese, mentre tornava a casa dal lavoro ha intercettato un panettone in un supermercato e lo ha comprato per me! Che tesora!!! :D

Cosí stamattina abbiamo fatto colazione assieme e le ho raccontato tutte le mie storie a base di panettone.
La leggenda di come il panettone é stato inventato.
I fatti di cronaca riguardanti i mitici borseggiatori che rubavano i panettoni di Peck (un negozio di gastronomia che vende tutto a peso d'oro) a Milano qualche anno fa.
Di quella volta che, per farlo provare, ho portato un panettone da 30 euro a una festa con il 90% di non milanesi, e poi siccome nessuno lo voleva me ne sono mangiato metá io e l'altra metá me la sono pure portata a casa.
Di quando lo zio si mangió un panettone intero per poi lamentare una certa aciditá...

Postato da: marklno a 15:59 | link | commenti
vita, storie, amici, faceto

sabato, 01 dicembre 2007
Aggiornamenti dal fronte

Ciao a tutti cari amici grandi e piccini. Forse siete ancora vivi e sintonizzati su questo blog a singhiozzo.

 

Riprendo a scrivere con aggiornamenti sulle mie private vicende, facendo finta che a qualcuno interessino :)

Facciamo finta tutti assieme, DÁI!

 

Il primo argomento da affrontare é senza dubbio alcuno la mia tesi.

Ebbene sí, ella esiste.

.

Ci ho lavorato su per sempre e il risultato non é poi cosí grandioso. Questo é quello che accade quando il professore é cosí magnanimo da non dare mai scadenze (e magari prendersi 2 mesi di vacanza), e lo studente é angosciato da dubbi esistenziali.

 

Il picco di produttivitá infatti lo ho raggiunto non dopo che il prof mi ha dato una scadenza, ma due settimane fa, dopo che il tutor mi ha chiamato per dirmi “ué, alóra!” e farsi spedire tutto il materiale che avevo prodotto.

Ovviamente questo materiale non é stato assolutamente aperto, e le domande che avevo posto tra luglio e settembre non hanno ancora avuto degna risposta nonostante diversi accorati appelli.

Ciononostante, ho consegnato la mia tesi e sono ora un uomo libero.

Fra pochi mesi sapró il mio voto, e spero non sia una brutta sorpresa...

 

Oltre ad avere dubbi esistenziali, e oltre che spendere agosto e settembre vagolando per il mondo con atteggiamento dispersivo (ossia facendo tutto e niente) e bipolare (ossia essendo depresso e straentusiasta), ho raggiunto la fine di novembre passando attraverso una impervia caterva di application, interviste e faccende varie.

Diciamo che le banche sono state estremamente fredde nei miei riguardi.

Invece i consulenti sono stati strafelici di conoscermi.

L’espressione che meglio descrivere il modo in cui le interviste con le società di consulenza sono andate é “far ballar la scimmia”.

Nonostante il mio tedesco equivalga a quello di un bambino di 5 anni a cui siano state insegnate alcune parolone (un po’ come l’italiano prodromico di Silvio, baby), ho fatto dei colloqui meravigliosi e tutti mi hanno guardato con gli occhioni grossi grossi di chi é contento di parlarti.

Sono appena reduce da una settimana di interviste allucinante, ne ho fatte SETTEH di cui sei solo oggi... E tutti a parte una banca e una societá di revisione mi hanno adorato.

Per quanto riguarda la banca, ho scazzato totalmente la prima intervista delle due che mi han fatto. Il buon uomo mi ha accolto chiedendomi “perché non si é laureato con il massimo dei voti in bocconi?” e poi ha ascoltato storcendo la bocca tutto quello che é la mia vita al di lá del mio triennio in bocconi. (Ma che cazzo mi han fatto volare a milano a fare?)

Dopo di che il buon uomo ha quasi perso le staffe quando mi ha chiesto cose basilari della economia che avevo studiato nel lontano anno 2003 e io ho boccheggiato. Poi mi ha chiesto di parlare dell’ultimo M&A in cui la banca é stata coinvolta, senza dirmi quale fosse. Quando gli ho chiesto di che transazione parlasse, lui per riprendersi da simile scortesia si é messo a leggere di nuovo il mio cv storcendo la bocca e dopo 30 secondi di silenzio mi ha chiesto perché voglio proprio lavorare per banca NOI e non per banca LORO. Quando, tra le varie cose, gli ho detto che la sua banca mi stava piú simpatica, lui non mi ha creduto e ha riso fanciullescamente :)
Ma é la veritá... forse sono io ad essere pazzo a provare simpatie e antipatie per delle banche... e ancora piú pazzo a farlo sapere in giro... quindi fate finta di non aver letto le precedenti righe.
Dopo questo sfracello un altro tizio mi ha fatto macinare cose piú complesse, numerini e formulette varie e sono andato benissimo. Presumo tra l'altro che il tizio in questione si sia poi suicidato dalla noia...
Mentre uscivo dalla banca ho rivisto un volto bocconiano del triennio, uno di quelli che sedevano in prima fila e che quando lo guardavo pensavo tra me e me “IO NON SONO COME TEEEHH!!!!” a squarciagola. Vederlo lí in quella banca che andava a fare una fotocopia, bello fiero nel suo maglioncino rosso con moltiplicatore dell’etá (sembrava cinquantenne giá nel 2002!), mi ha fatto venire una gran nostalgia di Berlino. E ancora come allora, ho pensato “IO NON SONO COME TEEEHHHH!!!!”, anche se questa volta c’é stata un po’ di invidia per il suo stipendio...

Come é difficile diventare una scimmietta ammaestrata, mannaggina!!!

Con mia somma delusione ho scoperto che pure le societá di revisione mi guardano con sospetto. Oggi ho ritrovato un signore che definirei non solo nerd, ma proprio *obnoxious nerd*. Il sig. ON mi ha giá conosciuto a un meeting per aspiranti investment banker, ed é convinto che io quando non indosso giacca e cravatta vada in giro con un maglioncino moltiplicatore dell’etá.

Ed é anche convinto che io sia un’anima in pena e lui sia il mio guru salvatore, e che io voglia fare qualunque cosa pur di lavorare per la sua societá di revisione.

Di fronte a lui ho giá fatto una figura pietosa in un case study. La figuraccia é stata favorita anche dal grande apporto dei miei due colleghi che non avevano alba di che cosa si stesse parlando, nonché dal fatto che l’altro team fosse composto da altri obnoxious nerd che sapevano tutto su come risolvere quel caso aziendale e hanno sfidato (perdendo) a singolar tenzone il sig ON per vedere chi la sapeva piú lunga. Il sig. ON era veramente tronfio della sua vittoria, che tenero! :)

Immaginate la mia gioia nel trovarmi di fronte proprio il sig ON nella mia intervista con questa enorme societá di revisione che ha piú di 40000 dipendenti...

Appena lo ho visto, ho ridimensionato i miei obiettivi. Non piú ottenere un invito ad un assessment center, ma semplicemente esercitare il mio tedesco.

Non ho infatti dovuto attendere molto perché il buon sig. ON provvedesse a rendermi un idiota di fronte al suo collega dicendo pieno di compassione “Io conosco giá il signor Marklno! Lo ho incontrato al workshop Investment Banking! Il sig Marklno vuole diventare un banchiereeeee! Eheheheheh!”. Io gli ho risposto qualcosa come “brutto cretino, oggi siamo a una manifestazione che si chiama Consulting Days” senza dirgli brutto cretino. Il suo secondo grande contributo é stato anche di farmi parlare in inglese, e nemmeno il mio obiettivo minimo é stato raggiunto... Cosí ho dovuto anche ascoltare questi due signori parlare un inglese a dir poco maccheronico ed estremamente fastidioso, dandosi tante arie e dicendo cose tipo “IU MAST DISSAID UAT IU UIL DU, END-DANN IU MUST DU IT!”” e altre amenitá... Dopo che il collega ha anche fatto una battuta pessima sugli italiani ho staccato il cervello e mi sono concentrato sul ricordo della mia prof di matematica che scandisce le parole “CHIACCHIERE DA BAAAR”.

Prima di salutarmi il collega di ON mi si avvicina con l’aria di chi la sa lunga e fissandomi negli occhi con sguardo corrucciato mi sussurra “Guarda, te lo dico per te, per darti modo di crescere...” e io giá stavo pensando mi dovesse rivelare chissá quale veritá segreta ed ero tutto orecchi “...quando hai raccontato chi sei ci hai messo troppo tempo!”.

CAZZO, CHE BOMBA DI SUGGERIMENTO!!! :D

(avró parlato si e no 5 minuti nell'arco di un'intervista durata un'ora...)

Le altre interviste -tutte societá di consulenza- sono state großartig, per dirlo alla tedesca.

Strano che tutti mi adorino tranne le banche e le societá di revisione. Io credevo di aver studiato finanza negli scorsi cinque anni, non “qualcosa che serve per fare consulenza”...

 

Maledette bbanghe!!! Riusciró a dimenticarmi di voi o continueró a fare application indesiderate?

A un certo punto peró manderó tutti a quel paese, le banche e i loro crediti inesigibili emessi con tassi di sfavore a favore di innocenti casalinghe sudamericane emigrate...

Postato da: marklno a 09:19 | link | commenti (2)